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Le Elezioni europee si avvicinano

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Le Elezioni europee 2014 costituiscono un momento di particolare interesse nella vita del nostro paese, perché rispetto alle precedenti tornate presentano un forte significato politico che, solo in senso descrittivo, si può definire nazionale.
Il panorama politico italiano che si presenta all’apertura di queste elezioni è particolare.
Da un lato, si assiste all’apparente consolidamento - attorno alla figura e al progetto pseudo innovatore di Matteo Renzi – dell’area che, un tempo, si definiva di centro sinistra e che, ora, cerca di accreditarsi come socialdemocratica.
Dall’altro lato, si contempla il disfacimento di quello che – nelle velleità di qualche anno or sono – doveva essere il blocco moderato-liberalpopolare e che, ormai, è semplicemente un tentativo di sopravvivenza di carattere neo-peronista attorno alla figura di Silvio Berlusconi.
Caratteristica comune di queste situazioni è quella di proporre apparenze molto diverse dalla  realtà. Cioè, entrambe queste proposte politiche, se osservate con attenzione, si presentano molto differenti da quello che appaiono (o che cercano di sembrare).
Il rilievo è molto è più evidente per l’area di centrodestra, ma, ad una seria verifica, vale anche (e soprattutto) per quella di centrosinistra.
Là, infatti, l’involuzione populista e millantatrice è resa molto evidente dal confronto con il progetto politico di riforma liberale che era stato presentato a partire dal 1994 e che, invece, è stato tradito nei fatti.
A sinistra, invece, il contenuto illusorio non è stato ancora dimostrato dai fatti, anche se è vero che mai la sinistra italiana ha saputo tener fede alle promesse di sua modernizzazione. Non l’ha fatto con l’Ulivo di Prodi, non l’ha fatto con il Partito democratico di Veltroni e, quindi, è lecito ritenere che non saprà farlo neppure ad esito dell’esperimento fiorentino.
Non a caso, questo già denuncia i suoi limiti nel confronto fra il roboante contenuto degli annunci cui seguono proposte concrete del tutto conservatrici o attuazioni minimali del tutto incoerenti con le premesse.
Il panorama politico italiano, quindi, è caratterizzato da due proposte che – al di là dell’apparenza – non sono affatto alternative ed anzi sono incredibilmente omologhe. Analoghe nel contenuto populista, nel portato illusorio ed illudente e, soprattutto, nella loro dislocazione lontana d qualsiasi proposta di modernizzazione laica, liberale e democratica del paese.
La valenza politica della tornata elettorale europea risiede, quindi, nell’esistenza di una proposta realmente alternativa allo schema falsamente bipolare creatosi nel periodo successivo al 1994, cioè quella della coalizione dei partiti liberali associati all’ALDE cui appartengono Fare per Fermare il Declino e i partiti e movimenti del progetto In Cammino per Cambiare -
Una proposta che cerca di polarizzare la giusta reazione al neo consociativismo dell’ultimo ventennio sulla base di contenuti e non di semplici azioni di protesta.
Un’offerta politica innovativa che propone – in perfetto parallelismo – sia la modernizzazione spinta del sistema istituzionale nazionale nella direzione dei più avanzati modelli continentali, sia il completamento del progetto europeo di creazione di un grande modello istituzionale unitario per l’intero continente e ciò nella consapevolezza che l’uscita dalla crisi richieda la liberazione delle forze del mercato e non la sua artificiale stimolazione.
In questa novità risiede la valenza politica nazionale delle imminenti elezioni europee e su questa novità occorre scommettere per uscire dal circolo vizioso delle alternative apparenti dei partiti responsabili delle pessime performance italiane degli ultimi vent’anni.

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