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Europa ed Euro

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Ieri sera prima di rientrare a casa ho incontrato un mio vecchio amico e abbiamo parlato di Europa ed euro.

In sintesi mi ha detto: “onestamente non condivido la scelta di unirsi a Scelta Civica che, secondo me, rappresenta il non plus-ultra del potere bancario italiano che io considero il vero cancro dell’italia. Vedo che continui ad essere molto critico su Renzi, e questo lo condivido, ma ciò che non condivido è la difesa dell’euro. Ormai schiere di economisti ritengono che l’euro sia superato. Bisognerebbe ammetterne il fallimento. So perfettamente quanto possa essere complicato uscirne ma, personalmente, credo che sia l’unica possibilità. Inoltre, pur avendo simpatia umana per Boldrin, il suo ultra liberismo fa a botte con la mia visione statalistico-keynesiana”.

La mia risposta è stata: “la tua è una posizione un pò troppo schematica. Innanzitutto, Scelta Civica non esiste più, è frantumata e la parte che ha aderito al nostro progetto non ha nulla a che fare con Monti e quell’ambiente, basta che guardi la storia di Gianluca Susta. Non è neanche vero che la ricetta sia turbo liberista, anzi, come va superata la distinzione destra/sinistra va superata quella liberisti/statalisti. Il progetto è quello di una forza liberale (che non è sinonimo di liberista) e riformista che dia voce ai produttori di ricchezza e agli esclusi dai privilegi dell’attuale sistema di potere. L’obiettivo è una radicale riforma dello Stato, che significa responsabilità, merito e, certo, molto meno stato nell’economia e sana concorrenza, ma non meno servizi o meno assistenza (che in verità sono pochi e scarsi nell’attuale sistema dei privilegi). In Europa, il completamento del disegno federale con un’unica politica fiscale, economica, dei redditi e degli investimenti e internazionale. Seria e non basata su slogan”.

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