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Europa federale e non fisco medievale

Medievale
Occorre affrontare i problema posto dalla dimensione assunta dai rapporti internazionali dopo la globalizzazione e della cessazione dell’interesse Usa per l’area che dall’Atlantico arriva agli Urali e che abbraccia il Nord Africa e il Medio oriente (conseguente alla scoperta del share oil e alla caduta dell’URSS).
I sintomi della presenza di un pericoloso vuoto di potere da evitare in quest’area sono sotto gli occhi di tutti (Ucraina, primavere arabe, Siria, Balcani, ecc.). I popoli d’Europa hanno il dovere di affrontare questo problema per preservare il loro benessere e costruire un loro solido futuro, costruendo un’Europa forte, che governi quest’area e che sia portatrice di una politica internazionale e militare comune.
Tutto questo richiede la creazione di una nuova entità geopolitica (l’Europa), che deve avere carattere federale, cioè fondato singoli popoli che la compongono e non su una devoluzione totale di potere verso il centro, per tutelare la democrazia e l’indipendenza dei suoi diversi cittadini.
Questo richiede che i singoli stati nazionali cessino di essere attori di rapporti di forza interni all’Europa e diventino motori di modernizzazione delle condizioni di vita loro popoli e creatori di condizioni di sviluppo. Questo vale soprattutto per l’Italia, che soffre – per gli errori della classe di governo di destra, come di sinistra – di una condizione di arretratezza e di inefficienza dello stato, che ostacola il benessere.
Vivere in Europa per continuare a lavorare in Italia, vuol dire abbracciare la modernità per continuare ad essere punti di riferimento in Europa e nel mondo.
Essere cittadini e non sudditi, vuol assumere il ruolo di protagonisti e i governanti dello stato e non essere le vittime (fiscali, economiche e giudiziarie) di una classe parassitaria e arretrata, che vuole conservare soli i propri privilegi al costo del declino del paese.
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